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Normativa e scadenze

Case green: nel 2030 dovrò ristrutturare casa mia?

La direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici fissa per il residenziale un obiettivo sul parco immobiliare nazionale: ridurre il consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. L'obiettivo è dello Stato, e riguarda la media di tutte le case italiane. Per il singolo appartamento la direttiva non stabilisce un obbligo di ristrutturazione.

Alessandro Pericolo · CEO, Pragmatica S.r.l. Società Benefit 19 settembre 20265 min di lettura
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La direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici fissa per il residenziale un obiettivo sul parco immobiliare nazionale: ridurre il consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. L'obiettivo è dello Stato, e riguarda la media di tutte le case italiane. Per il singolo appartamento la direttiva non stabilisce un obbligo di ristrutturazione.

Nel frattempo, in Italia, la direttiva non è stata recepita. Quindi neppure gli obblighi che contiene sono oggi azionabili.

Che cosa prevede il testo

La direttiva (UE) 2024/1275, approvata il 24 aprile 2024, punta a un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050, attraverso traiettorie nazionali che ciascuno Stato deve definire.

Sul residenziale il meccanismo è quello del target medio. La direttiva chiede anche che almeno il 55% della riduzione arrivi dal 43% degli edifici con le prestazioni peggiori: è il punto da cui discende la vera conseguenza per chi possiede un immobile in classe F o G.

Quella conseguenza è indiretta. Gli edifici meno efficienti saranno il bersaglio prioritario degli incentivi pubblici, e nel tempo dei vincoli che lo Stato deciderà di introdurre per raggiungere il proprio obiettivo. Che forma prenderanno quei vincoli lo dirà la norma italiana di recepimento, che non c'è.

A che punto è l'Italia

Il termine per recepire la direttiva era il 29 maggio 2026 ed è passato senza che il decreto arrivasse. Era già stato mancato il termine del 31 dicembre 2025 per la bozza del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, e su quel ritardo è stata avviata una procedura di infrazione. Il piano definitivo è atteso entro il 31 dicembre 2026.

Il 15 luglio 2026 la Commissione europea ha inviato lettere di costituzione in mora a tutti e 27 gli Stati membri per il mancato recepimento completo. Due mesi per rispondere, poi l'eventuale parere motivato: la scadenza di quella risposta cade a metà settembre 2026.

C'è un indizio tecnico che aiuta a leggere i tempi. La legge di delegazione europea 2025, la n. 36 del 12 marzo 2026, contiene diciannove articoli e diciotto direttive da recepire. La direttiva sulle prestazioni energetiche non è fra queste, e non c'è nemmeno quella sull'efficienza energetica. Senza delega, nel 2026 un decreto italiano sulle case green può arrivare solo per decreto-legge.

L'attestato di prestazione energetica cambierà

La direttiva prevede una scala armonizzata chiusa da A a G, in cui la classe A corrisponde all'edificio a emissioni zero e la classe G viene assegnata al 15% peggiore del parco nazionale, con aggiornamento periodico. La validità massima dell'attestato è di dieci anni.

In Italia continua ad applicarsi il decreto legislativo 192 del 2005 con le linee guida del decreto ministeriale del 26 giugno 2015. Per compravendite e locazioni, oggi, non cambia nulla.

Quando la scala verrà ricalibrata, molti immobili cambieranno classe senza che nessuno abbia toccato un muro. Un appartamento oggi in E può ritrovarsi in F, perché la classe sarà definita in rapporto al resto del parco e non su una soglia fissa.

I termini che ricorrono

Parco immobiliare. L'insieme degli edifici di un Paese. Gli obiettivi della direttiva sul residenziale si misurano sulla sua media, non sul singolo edificio. Recepimento. L'atto con cui uno Stato traduce una direttiva europea in legge nazionale. Prima del recepimento la direttiva non produce obblighi diretti sui privati. Procedura di infrazione. Il procedimento con cui la Commissione contesta a uno Stato la violazione del diritto europeo.

Che cosa fare, se hai un immobile in classe bassa

  • Chiedi l'attestato di prestazione energetica del tuo appartamento, se non l'hai: è il punto di partenza di ogni ragionamento.
  • Distingui ciò che conviene oggi per la bolletta da ciò che potrebbe essere richiesto domani: sono decisioni diverse.
  • Segui il piano nazionale di ristrutturazione atteso entro dicembre 2026: dirà quali edifici saranno prioritari e con quali incentivi.
  • Valuta le detrazioni ancora disponibili nel 2026 prima che scendano nel 2027 e nel 2028.
  • Diffida di chi ti propone lavori sostenendo che sono obbligatori entro il 2030: quell'obbligo, per il tuo appartamento, oggi non esiste.

Una cosa che invece è già operativa

C'è una parte della direttiva che in Italia produce effetti concreti. Dal 1° gennaio 2025 sono vietati gli incentivi finanziari alle caldaie autonome a combustibili fossili. Sostituire una caldaia a gas con un'altra caldaia a gas non dà diritto a detrazioni; i sistemi ibridi restano incentivabili in proporzione al contributo rinnovabile, e dal 2027 cambia anche il refrigerante delle pompe di calore.

Chi deve cambiare la caldaia quest'inverno trova qui l'unica regola europea che lo riguarda davvero.

Fonti

*Contenuto informativo, non sostituisce un parere professionale. Autore e revisione: Redazione CondoTalk. Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2026.*

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